26 Marzo 2021
Stop allarmismi Ue in etichetta che penalizzano ingiustamente il vino e la carne

Il nuovo Piano Ue per la salute divide l’Europa e causa le proteste di Coldiretti perché penalizza prodotti tipici del nostro territorio come il vino e la carne, il cui consumo moderato non è controindicato per la salute. In occasione dell’incontro organizzato a Bruxelles da Coldiretti, Filiera Italia, Eat Europe e Farm Europe, con la collaborazione dei gruppi parlamentari europei PPE, S&D e Renew Europe Coldiretti ha diffuso i risultati di un sondaggio online in cui emerge che quasi un italiano su quattro (23%) smetterebbe di bere vino o ne consumerebbe di meno se in etichetta trovasse scritte allarmistiche come quelle apposte sui pacchetti di sigarette.

“Un pericolo reale legato al fatto che la Commissione Ue potrebbe introdurre allarmi per la salute nelle etichette delle bevande alcoliche, nell’ambito dell’attività di prevenzione del nuovo Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei ed eliminare il vino e la birra dai programmi di promozione dei prodotti agroalimentari”, spiega la presidente di Coldiretti Novara-Vco Sara Baudo. E’ del tutto improprio assimilare l’eccessivo consumo di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino che in Italia è diventato l’emblema di uno stile di vita “lento”, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol”.

Il testo approvato prevede, infatti, che la Commissione proponga un’indicazione obbligatoria della lista degli ingredienti e delle indicazioni nutrizionali sulle bevande alcoliche entro la fine del 2022 e degli allarmi salutistici entro la fine del 2023, rivedendo anche la politica di promozione sulle bevande alcoliche. Inoltre la Commissione vuole modificare la politica di promozione dei prodotti agricoli, con il passaggio a diete più basate su prodotti vegetali, con meno carne rossa e trasformata.

“Il comparto vitivinicolo come quello zootecnico in Piemonte sono fondamentali per l’intera economia del territorio e sono già duramente colpiti dall’emergenza Covid che ha costretto alla chiusura di osterie e ristoranti dove avveniva un grande consumo di carne, salumi e vini di qualità, e sbocco naturale per le produzioni delle nostre province. Per questo, l’impegno dell’Unione Europea per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto”, conclude Baudo.

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