13 Gennaio 2021
Recovery Plan: bene che il governo abbia accolto sollecitazioni per svolta green.

È stata votata ieri dal Consiglio dei Ministri la bozza del Recovery Plan per l'utilizzo dei fondi erogati all'Italia. "Nella bozza, che dovrà ora passare al vaglio del Parlamento, sono state accolte le sollecitazioni di Coldiretti per sostenere la decisa svolta dell’agroalimentare nazionale verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale che rappresentano l’obiettivo degli stessi fondi comunitari", commenta Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara-Vco.

"Coldiretti ha sottolineato che gli assi strategici per il futuro, per garantire la sicurezza dell'ambiente e quella alimentare per il nostro Paese, passano dalla digitalizzazione delle campagne, da città ridisegnate per mitigare l'inquinamento e il riscaldamento globale con foreste urbane, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori deficitari ed in difficoltà. In futuro sarà importante difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero per l'approvvigionamento di cibo, la cui importanza si è vista in questo momento di grandi tensioni internazionali”, spiega Baudo.

“Le aziende delle nostre province producono eccellenze che sono un vero e proprio patrimonio, dal riso al vino, dall’ortofrutta ai prodotti lattiero-caseari, fino ai salumi. Le nostre imprese anche durante la pandemia non si sono mai fermate, e non hanno fatto mai mancare sulle tavole degli italiani beni essenziali, nonostante le tante difficoltà materiali e burocratiche. Bisogna ripartire dai punti di forza dell’Italia - e uno di questi è l’agroalimentare - che ha dimostrato resilienza di fronte la crisi e può offrire con una rivoluzione verde nuovi posti di lavoro e dare futuro ai giovani che, sempre di più, scommettono proprio sull’agricoltura. L’emergenza globale in atto ha fatto emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo e sulle necessarie garanzie di qualità e sicurezza sempre più richieste. Occorre ora stringere i tempi per l’approvazione del piano aprendo il confronto in sede europea per non perdere un’occasione unica e irrepetibile per l’Italia", conclude Baudo.

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