4 Marzo 2021
Piano Straordinario Qualità dell’Aria: “le misure attivate penalizzano l’attività agricola e zootecnica, inviate nuove proposte al governatore”

Dal primo marzo sono in vigore in Piemonte le nuove misure straordinarie per la qualità dell’aria, stabilite anche a seguito della recente condanna inflitta dalla Corte di Giustizia europea all’Italia per aver superato il valore limite delle concentrazioni di particelle inquinanti. Misure che però colpiscono pesantemente l’agricoltura e la zootecnia: “L’impatto delle misure previste dal Piano Straordinario di Qualità dell’Aria sull’agricoltura è sicuramente molto forte, in primis sulle aziende zootecniche ma non solo. L’entrata in vigore in modo così immediato, inoltre, non ha neppure concesso la possibilità di fornire alle imprese le adeguate informazioni, in un periodo particolare quale l’avvio di una nuova campagna agraria”, spiega Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara-Vco.

L’associazione concorda con il fatto che sia necessario attivare specifiche azioni per far fronte alla problematica connessa con la procedura di infrazione in atto, ma sostiene che resti “sproporzionato quanto previsto per il comparto agricolo, soprattutto rispetto a quanto deliberato per la mobilità, il cui contributo alla produzione di polveri sottili è indubbiamente superiore. Oltretutto nel caso delle restrizioni per la mobilità le regole vengono applicate a 76 Comuni mentre per l’agricoltura le aree coinvolte ne comprendono ben 947”, spiega Sara Baudo.

A questo proposito l’associazione, a livello regionale, ha inviato al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, in previsione dell’incontro fissato con lo stesso governatore per affrontare la questione, una comunicazione con alcune controproposte: “E’ imprescindibile una deroga per poter garantire le produzioni fondamentali per la catena alimentare in una fase già così già difficile dovuta all’emergenza sanitaria in atto ed anche per evitare danni economici ulteriori ed agevolare indirettamente le importazioni. Oltretutto, dalla Regione ci sono state fornite solo parziali informazioni che riguardavano il comparto zootecnico, ma omettevano altre, altrettanto pesanti, disposizioni che invece hanno un impatto sull’intera agricoltura, e che sono state inserite nella delibera da cui si evince, peraltro, che le norme introdotte in Piemonte sono decisamente più restrittive rispetto a quelle definite o in fase di discussione nelle altre regioni del bacino padano”, spiegano il presidente. “A livello regionale, basandoci sulle norme tecniche europee, stiamo presentando delle richieste di deroga su operazioni agronomiche ritenute dalla stessa Comunità Europea a bassissimo livello emissivo. Si tratta di attività che possono consentire la continuità agronomica. L’agricoltura non può essere costantemente penalizzata da normative eccessive. Sicuramente alle problematiche dell’inquinamento dell’aria partecipano molti fattori e le nostre proposte sono in linea con la costante attenzione all’ambiente e sono anche tecnicamente sostenibili. Auspichiamo che il Governo della Regione Piemonte voglia e sappia agire con il buon senso necessario per tutelare i cittadini senza eccessi inutili e pericolosi in una situazione economico-sociale già così compromessa e difficile”.

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