11 Dicembre 2019
MANIFESTAZIONE SINDACALE

Diverse centinaia di agricoltori e allevatori della provincia di Novara e del Verbano Cusio Ossola hanno sfilato oggi a Torino, unendosi a quelli delle altre province piemontesi per dire a gran voce che per l’agricoltura in Piemonte non c’è più tempo da perdere, serve un’altra velocità. Erano in 20 mila stamattina a chiederlo a gran voce alla Regione.

Partiti da tutto il Piemonte, sono arrivati nel centro di Torino, tra piazza Vittorio Veneto, via Po e piazza Castello, per quella che è stata la più grande manifestazione mai organizzata negli ultimi anni, proprio nel cuore della città. Quel cuore pulsante, tradizionalmente industriale, ma nel quale ora l’agricoltura riveste un ruolo fondamentale poiché 100 mila persone ogni giorno, con il loro lavoro nelle campagne e nelle zone montane, contribuiscono a rendere l’agroalimentare piemontese l’unico settore in crescita con il più 8% registrato nel 2018.

“I problemi sono tanti” - ha spiegato la presidente di Coldiretti Novara – Vco Sara Baudo, oggi sul palco della manifestazione in Piazza Castello davanti alla sede della Regione insieme al direttore Francesca Toscani, agli altri presidenti e direttori provinciali di Coldiretti, al presidente di Coldiretti Piemonte Roberto Moncalvo e al Delegato Confederale Bruno Rivarossa. “Dalla problematica della fauna selvatica, con cinghiali, cervi, caprioli e ora anche lupi che danneggiano le colture e distruggono le greggi; alla distribuzione delle risorse rimaste per il Psr 2014/2020 che deve dare priorità alle misure legate all’imprenditorialità giovanile visto che 1 giovane su 3 risulta escluso dai finanziamenti, specialmente nelle nostre province di pianura che sono state svantaggiate; dai tagli alla burocrazia inutile alla necessità di costringere le industrie e la grande distribuzione a retribuire in modo equo il lavoro degli agricoltori; dai controlli sulle importazioni alla trasparenza lungo le filiere; dal portare il meglio del cibo Made in Piemonte nelle mense scolastiche ed ospedaliere; al valorizzare i nostri allevamenti, fino all’urgenza di predisporre misure che possano consentire una più corretta gestione delle acque e degli alvei dei fiumi, per la salvaguardia dei territori e ad un aiuto concreto al settore apistico che sta vivendo l’annata peggiore degli ultimi 40 anni. Non dimentichiamo, poi, che siamo ai blocchi di partenza per la stesura del nuovo Psr, col quale possiamo scrivere davvero una nuova pagina per l’agricoltura piemontese e dare un futuro all’economia del nostro Piemonte. Ci sono tante proposte concrete a costo zero, attivabili fin da subito se si fa un cambio di passo. Lo abbiamo detto nel titolo della manifestazione di oggi: muoviti Piemonte, il Piemonte deve muoversi con un’altra velocità. I nostri agricoltori difendono la biodiversità, presidiano territori altrimenti disabitati, riducendo il rischio del dissesto idrogeologico e gli effetti dei cambiamenti climatici, producono cibo sano, sicuro e rigorosamente controllato dalle strette normative che vigono nel nostro Paese, ma per continuare a fare tutto ciò, garantendo oltretutto occupazione ed economia territoriale, è necessario che la Regione si impegni concretamente”.

Conclude la presidente Baudo: “Ringraziamo quanti hanno sfidato il freddo e sono rimasti tutta la mattina a sostenerci, siamo orgogliosi del fatto che anche le nostre province abbiano fatto sentire la loro voce”. Sul palco della manifestazione hanno infatti portato una testimonianza anche un’apicoltrice e un risicoltore novaresi e un allevatore del verbano, raccontando le problematiche quotidiane che sono costretti ad affrontare: combattere per tenere in vita le proprie api, che hanno prodotto così poco miele che rischiano di morire di fame; mandare avanti un’azienda risicola senza certezze; difendere giornalmente il proprio pascolo dai cinghiali e le proprie greggi dai lupi".