L’agricoltura è sempre più al centro delle opportunità per i giovani del quadrante nord-orientale del Piemonte: e sull’agricoltura, anzi sulla ‘nuova agricoltura’ multifunzionale punta il progetto dell’Incubatore Alto Piemonte, presentato questa mattina con un convegno all’Archivio di Stato di Novara alla presenza di autorevoli relatori ed esponenti del mondo istituzionale, fra cui il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini e l’onorevole Giovanni Falcone (Commissione Agricoltura).
Tema della mattinata di lavori è stato, appunto, “Che impresa ribaltare il futuro. L’incubatore non tecnologico #Altopiemonte”. Il progetto, che punta alla nascita e allo sviluppo di nuove imprese per giovani al di sotto dei 35 anni, è finanziato dalla Regione Piemonte attraverso le risorse connesse al Fondo Sociale Europeo.
L’incubatore #AltoPiemonte guarda in particolare al settore agricolo dell’agri-food e del suo indotto, avvalendosi della partnership della Facoltà di Economia dell’Università del Piemonte Orientale, dove da qualche anno è attiva l’esperienza di ‘FoodLink’, un laboratorio di idee che tenta di mettere in rete le esperienze imprenditoriali legate al mondo dell’agricoltura nel contesto novarese e di Coldiretti, la più rappresentativa tra le associazioni datoriali del mondo agricolo in Italia e sul territorio.
“Partiamo da dati reali” ha detto nel suo intervento di oggi il presidente di Coldiretti Novara Vco Federico Boieri. “Il 51% dei nostri giovani è disposto ad emigrare all’estero per motivi di lavoro e ciò indica che in molti settori i giovani non vedono futuro oggi in Italia: nel contempo, si assiste però all’aumento delle iscrizioni alle scuole di Agraria e a un incremento del Pil agricolo, che lo scorso anno è stato in misura del +3,8%. E’ ovvio che l’agricoltura può e deve dare risposte e, in un momento di difficoltà economica e occupazionale, si presenta come un fondamentale motore di crescita per l’economia del Paese. L’agricoltura può realmente dare una traiettoria di futuro ai nostri giovani: le imprese agricole generano, rispetto alla media, il 50% in più di occupazione e si distinguono, sempre rispetto alla media, per un 75% di fatturato in più”.
Ciò grazie anche alla multifunzionalità che le contraddistingue: “Grazie alla ‘Legge di Orientamento’ del 2001, sostenuta da Coldiretti, oggi le imprese agricole – e in particolare quelle condotte da giovani – operano in settori molto più ampi dell’ambito tradizionale: dalla filiera corta alle fattorie didattiche, all’agricoltura sociale, alla gestione del territorio, alle energie rinnovabili. Imprese che, in ogni caso, richiedono competenze molto specifiche e particolari capacità organizzative e gestionali: è di fondamentale importanza avere riferimenti e strumenti in grado di accompagnare i giovani imprenditori nel percorso, molto delicato, che parte da una ‘buona idea’ per trasformarla in ‘impresa virtuosa’: Coldiretti è pronta a prendersi questa responsabilità nei confronti dei nostri giovani ed è orgogliosa di poterlo fare a fianco di Cisl e di tutti i partner con cui si è dato vita a questa iniziativa”.
