10 Aprile 2020
Export: firmato protocollo riso italiano in Cina. Il mercato agroalimentare mondiale sconvolto e cambiato dal Coronavirus.

“E’ stato firmato il protocollo d'intesa che avvia le procedure di apertura del mercato cinese all'esportazione di riso italiano. Si apriranno così nuove opportunità per la nostra risicoltura, che è la prima in Europa per produzione con 8 milioni di quintali, circa 1900 aziende coinvolte nel settore, per un totale di 117 mila ettari. Una nota positiva in questi tempi difficili”. Così Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli-Biella con delega al settore risicolo, commenta la firma del protocollo fra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e l’Amministrazione generale delle Dogane della Repubblica popolare cinese, che dà il via alle procedure per attivare le esportazioni verso la Cina.

Con le oltre 200 varietà di riso iscritte al registro nazionale, ognuna con le proprie peculiarità, l'Italia è leader del settore nell'Unione europea, assicurando oltre il 50% della produzione di riso europeo.

L’emergenza coronavirus ha sconvolto il mercato agroalimentare mondiale: si sono ridotti i commerci con fluttuazioni dei prezzi e carenze per alcune categorie di prodotto. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento all’allarme lanciato dall’ Organizzazione Mondiale del Commercio, Wto, sul crollo fra il 13% e il 32% degli scambi internazionali nel 2020.

Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara-Vco spiega: “Molte produzioni agroalimentari in questo momento hanno difficoltà ad essere scambiate ad a causa delle problematiche nei trasporti, dei rallentamenti alle frontiere ma anche dalle misure di sicurezza applicate in molti Paesi, come la chiusura forzata di bar e ristoranti che ha pesato su produzioni di pregio come il vino. Ma gli effetti della pandemia hanno fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dalla produzione agricola per l’alimentazione, l’ambiente e la salute dei cittadini. Bisogna superare gli ostacoli tecnici alle esportazioni agroalimentari Made in Italy per riequilibrare i rapporti commerciali nell’agroalimentare e continuare a dare valore al cibo italiano di qualità”.