“Lunedì prossimo, 9 settembre, si svolgerà l’ennesima riunione in Provincia sul tema della fauna selvatica: onestamente, l’adozione di provvedimenti risolutivi e lungimiranti costituirebbe una sorpresa, oltrechè un’assoluta novità. Ma ormai il mondo agricolo non ci spera più”.
Questo il commento dei vertici di Coldiretti di Novara-Vco all’annuncio della convocazione, lunedì prossimo, di una riunione a Palazzo Natta per discutere dell’irrisolto tema legato alla presenza di cinghiali, che è ormai invasiva sull’intero comprensorio.
Lo rimarca Paolo Rovellotti, presidente della Coldiretti interprovinciale: “È patetico ed avvilente che in Italia, in Piemonte e nel Novarese, dove i nostri trisnonni hanno perso la vita per l’Unità d’Italia, invece di aiutare le imprese ad operare e creare occupazione e benessere, i cittadini e gli imprenditori siano nel 2013 ostaggio di specie animali nocive e non autoctone, neanche fossimo nella savana. Questa politica non ci piace e così non la vogliamo: Coldiretti lunedì potrebbe annunciare una mobilitazione pubblica in difesa di lavoro e imprese”.
“Le criticità sono molte” sottolinea Antonio Ferrari, vicepresidente della Coldiretti interprovinciale con delega alle problematiche per la fauna selvatica “a partire dall’insufficienza dei fondi stanziati dalla Regione per rifondere i danni provocati dagli animali: circa 600 mila euro per l’intero territorio regionale, a fronte di stime che si avvicinano a due milioni di euro di danneggiamenti dovuti alla fauna selvatica, dati con esclusione delle aree parco: e consideriamo che, nel solo territorio del Parco del Ticino, i danni nell’ultimo triennio hanno raggiunto i 450 mila euro, con una media superiore ai 150 mila euro l’anno”.
Il presidente di Coldiretti Novara-Vco Rovellotti ha scritto in agosto ai sindaci del territorio sollecitando l’adozione di delibere per l’abbattimento dei cinghiali sul territorio di competenza, così come previsto da un preciso dispositivo regionale in presenza di determinate condizioni: “A fronte - vi si legge - delle continue segnalazioni relative all’insistente presenza della fauna selvatica sul territorio del Suo comune e ravvisandone elementi di grave pericolosità anche per l’incolumità stessa dei cittadini (oltrechè per i continui danni subiti dalle imprese agricole), sono a chiederLe di valutare e adottare, così come previsto dal Dispositivo Regionale misure idonee ad effettuare l’abbattimento dei cinghiali/caprioli presenti nel comprensorio comunale da Lei amministrato”.
“Siamo certi – aggiunge il direttore Gian Carlo Ramella - che la sensibilità territoriale propria di chi amministra il proprio territorio comunale sarà certamente maggiore e più incisiva rispetto a quella governata dalla mera burocrazia, con cui più volte gli imprenditori agricoli hanno avuto modo di confrontarsi. Tuttavia, ad oggi il solo comune di Cossogno, che peraltro si trova nel Vco, ha comunicato l’adozione di un provvedimento in tal senso, addirittura in un periodo precedente la scorsa estate.
Auspico – ed è importante – che lunedì saranno numerosi i sindaci presenti all’incontro: sarà quella la sede per ribadire l’appello e raccogliere le eventuali delibere che, anche in questi giorni, i primi cittadini possono disporre, secondo l’appello e le istanze lanciate dalle imprese agricole del loro stesso territorio”.
Da ultimo, la Coldiretti interprovinciale torna a ribadire la necessità “che i progetti siano condivisi da tutti gli attori: serve un protocollo scritto, mensilmente monitorato circa la sua efficacia, che recepisca le istanze delle imprese agricole e che sia condiviso dai due Parchi del Ticino (piemontese e lombardo) oltrechè dalle consimili realtà sul territorio, dalla Provincia, dagli Atc e dalla Regione stessa. Ma, ancora una volta, occorre fare presto e dare risposte: altrimenti per l’agricoltura arriverà l’ulteriore conferma di una condanna a morte che, allo stato dei fatti, appare pericolosamente inevitabile”.
