11 Maggio 2021
Cinghiali: intervenire in fretta sul contenimento. La regione non pensi alla filiera delle carni di selvaggina, non risolve il problema

“Ormai ogni giorno chiediamo che si intervenga in modo efficace e determinato per contenere il numero dei selvatici, e stavolta insistiamo che questa sia la priorità invece di parlare di filiera delle carni di selvaggina. Questo pare un modo per non trovare una soluzione radicale al problema”. Lo sottolinea Sara Baudo presidente di Coldiretti Novara-Vco, a commento del comunicato stampa dell’assessore regionale Marco Protopapa di lunedì 10 maggio, in cui si ipotizza una filiera di qualità delle carni di selvaggina.

“La saturazione del nostro territorio è evidente e pensare a formule che parlano di valorizzazione del benessere animale riferito alla selvaggina è perlomeno surreale in quanto lascia intendere che, secondo la Regione, non sia vero come i selvatici distruggano le coltivazioni, ma, a parer loro, si cibano esclusivamente di ciò che la natura offre, come se i campi di mais e le produzioni orticole crescessero senza il grande, difficile, faticoso ed insostituibile lavoro dell’uomo”, sottolinea Baudo. Il riferimento è la frase stessa del comunicato regionale in cui si sostiene che ‘le carni di selvaggina derivano da animali a vita libera, che si cibano spontaneamente di ciò che la natura offre e che non entrano mai in contatto con situazioni di stress’.

“Il benessere animale, insieme alla sicurezza sanitaria ed alimentare sono invece l’obiettivo dei nostri allevamenti controllati e certificati. Non possiamo parlare di benessere di animali che proliferano incontrollati creando un disequilibrio nell’ecosistema e che ora rischiano di essere anche veicolo di Peste suina africana ed altre malattie”, continua Francesca Toscani, direttore di Coldiretti Novara-Vco. “Lasciamo, poi, perdere il timore che il comunicato riporta relativo alla preoccupazione per lo stress degli animali selvatici. Lo stress che dovrebbe far riflettere e pensare l’assessore e l’intera Giunta dovrebbe essere anche quello degli agricoltori e degli allevatori che da anni cercano risposte a questa situazione che gli arreca danni economici e organizzativi importanti. Se le risposte alle nostre prese di posizione sono veramente queste, la nostra preoccupazione non può che salire. Un invito a tornare alla triste realtà è indispensabile per definire azioni adeguate rispetto ad una condizione di saturazione insostenibile”, conclude Toscani.

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