31 Agosto 2013
BENE ABOLIZIONE IMU SU TERRENI AGRICOLI E FABBRICATI RURALI

“La definitiva abolizione della prima rata dell’Imu 2013 per l’abitazione principale e per i terreni agricoli e i fabbricati rurali è strategica per l’agricoltura italiana e del territorio e ha riflessi particolarmente positivi per le imprese del nostro comprensorio interprovinciale”.
A sottolinearlo è il direttore di Coldiretti Novara Vco Gian Carlo Ramella, che sottolinea anche “il buon esito di un lungo percorso che ha visto il mondo politico rispondere positivamente e con sensibilità alle sollecitazioni di Coldiretti e dell’intero mondo imprenditoriale agricolo”.

A dare il “polso” della situazione valga il dato che stima in 700 milioni di euro l’insostenibile onere che l’Imu avrebbe comportato per le imprese agricole nel 2013, con un’incidenza stimata nel solo Piemonte in misura variabile tra i 70 e i 95 milioni di euro.
L’Imu agricola è stata pagata nel 2012 da circa 3 milioni di contribuenti, di cui 600mila agricoltori professionali (aziende agricole) secondo i dati divulgati dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ancora riferiti all’intero territorio nazionale.

Oltre all’abolizione della prima rata, il Governo presieduto da Enrico Letta ha preso l’impegno di cancellare anche il saldo, mediante un prossimo intervento della Legge di Stabilità di ottobre, con la quale verranno definite le coperture necessarie alla cancellazione definitiva per tutto il 2013.
Con tale provvedimento, verrà ridefinita la tassazione degli immobili e della fiscalità locale dei comuni, prevedendo – com’è noto - una service-tax che ingloberà anche la tassa sui rifiuti e servizi.

“Come detto, gli effetti del provvedimento hanno un grande peso sul futuro delle imprese” aggiunge il direttore Ramella:  “Come ribadito anche dai vertici nazionali e regionali di Coldiretti si tratta di una scelta responsabile che riconosce il ruolo ambientale, sociale e culturale della nostra agricoltura che contribuisce a produrre quei beni comuni che il mercato non remunera. Inoltre, l’abolizione dell’Imu può agevolare l’occupazione dei giovani in agricoltura dove uno dei principali ostacoli all’ingresso è proprio determinato dalla disponibilità di terreni e fabbricati rurali colpiti ingiustamente dalla tassa.
Inoltre, si tratta di un importante riconoscimento della strategicità del comparto agricolo italiano, produttore di economia reale e risorsa motrice per la ripresa del Sistema-Italia”
Una conferma, a questo proposito, giunge anche dalle nuove stime che fanno prevedere un nuovo record storico per l’export agroalimentare nazionale, che quest’anno porterà nel mondo le eccellenze produttive delle campagne italiane per un valore di 34 miliardi, con un aumento stimato del 7 per cento: dati che compensano i dati ancora negativi nei consumi interni, che hanno colpito come mai era accaduto prima anche l’alimentare con un taglio della spesa del 4 per cento nel primo semestre dell’anno. 

L’impegno per l’abolizione dell’Imu era stato ribadito dal ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo nel patto per l’agricoltura sottoscritto davanti ai 15mila agricoltori presenti all’Assemblea della Coldiretti lo scorso luglio: “Il Governo, nonostante le oggettive difficoltà che vive il Paese, ha mantenuto la parola data, dimostrando di credere nell’agricoltura quale perno per una nuova stagione di crescita sostenibile del Paese”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi