13 Agosto 2026
Alpeggi a secco, demonticazione anticipata: “Mai successo così presto”

Nel Vco l’erba è bruciata e manca l’acqua per gli animali, a valle non ci sarà il secondo sfalcio

La siccità non risparmia gli alpeggi e costringerà, con ogni probabilità, gli allevatori a una demonticazione anticipata del bestiame, mai così precoce. Nel Vco la scarsità d’acqua e la drastica riduzione dell’erba disponibile stanno mettendo a dura prova la stagione in quota, con conseguenze pesanti per le aziende zootecniche, costrette a fronteggiare maggiori costi e una disponibilità di foraggio sempre più limitata.

La situazione è estrema: non solo ad alta quota l’erba è bruciata, ma, in alcuni casi, manca anche l’acqua per gli animali. Un altro segnale allarmante di questo clima torrido riguarda il Bettelmatt: scarseggia l’erba rara, fondamentale per dare il particolare sapore a questo formaggio.

Se il quadro complessivo in alpeggio è drammatico, non cambia molto in fondo valle. I prati sono sempre più secchi e di fatto non ci sarà il secondo sfalcio, con una grande riduzione della disponibilità di foraggio per gli animali nei mesi autunnali e invernali.

“Stiamo attraversando un momento decisamente preoccupante e mai visto prima – affermano il Presidente di Coldiretti Novara-Vco Fabio Tofi, il vicepresidente Massimiliano Ottone e il Direttore Domenico Pautasso – Si tratta della prima volta che i nostri allevatori sono costretti a scendere dall’alpeggio con almeno un mese di anticipo. Come se non bastasse, inoltre, a peggiorare ulteriormente la situazione, si sono aggiunti gli incendi che hanno interessato l’Ossola, colpendo anche aree di pascolo e aggravando le difficoltà per gli allevatori. Coldiretti – proseguono - oltre ad aver ottenuto l’attivazione dello stato di emergenza, ha chiesto alla Regione di mantenere le misure previste dalla Pac. Sarebbe assurdo rischiare di perdere i sostegni previsti per le attività svolte in aree svantaggiate a causa di un andamento climatico anomalo: se ciò accadesse, sarebbe inaccettabile. Quello che è certo è che il clima sta cambiando e serve una pianificazione seria per poter affrontare le emergenze legate alla siccità: costruire invasi e ammodernare la rete idrica che disperde una quantità d’acqua inaccettabile”, concludono Tofi, Ottone e Pautasso.  

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