14 Agosto 2013
ESSICCATOI AGRICOLI SALVI

Essiccatoi agricoli salvi dopo l’approvazione del Dl Fare: “Ed è un bene che il buon senso abbia prevalso sulla burocrazia, salvando centinaia di piccole e medie imprese agricole dal rischio di dover prevedere interventi non sostenibili dal punto di vista pratico ed economico premette il direttore di Coldiretti Novara Vco Gian Carlo Ramella.
La questione è nota: le precedenti norme in materia prevedevano che tutti gli impianti che producono emissioni in atmosfera debbano essere autorizzati, previa verifica del rispetto di determinati parametri: “Ciò senza tener conto – precisa il direttore - delle specifiche esigenze e caratteristiche degli essiccatoi agricoli.
Si tratta, infatti, di attrezzature con ridotte dimensioni, collocate per la quasi totalità in aperta campagna e le cui polveri consistono essenzialmente in particelle organiche derivate dalle granaglie di cereali. Ancora, va precisato che il loro utilizzo si limita a pochi giorni all’anno, ovvero al periodo dei raccolti”.

Ora i produttori agricoli tirano un sospiro di sollievo: tra le semplificazioni adottate dal Dl Fare (convertito in legge dopo la definitiva approvazione del Parlamento) vi è l’esenzione dalla messa a norma per per gli impianti di essiccazione di materiali vegetali alimentati a biomasse, biodiesel e gasolio (fino a 1 MW), o a metano, GPL e biogas (fino a 3MW).
“Un via libera che pone un freno a regole assurde, che equiparavano le piccole strutture agricole (che funzionano per pochi giorni l’anno) ai grandi impianti industriali, che lavorano 365 giorni anno con un impatto sicuramente diverso dal punto di vista ambientale anche per natura e tipologia delle polveri.
Le nuove disposizioni salvano molti risicoltori dal dover provvedere a interventi insostenibili. E pongono fine anche a voci incontrollate sul pericolo che tale provvedimento non fosse più ricompreso nel decreto… insomma, le imprese non hanno più nulla da temere in questo senso”.

La nuova normativa giunge dopo la particolare attenzione prestata da Coldiretti al problema, che è stato più volte sollevato e ribadito ad ogni livello istituzionale: la federazione provinciale aveva interessato sul tema sia la Provincia di Novara (già nel 2011 si era svolto un primo incontro con l’assessore all’Ambiente di Palazzo Natta) sia i parlamentari del territorio, che hanno positivamente risposto.
Va a da sé, inoltre, che il problema non è circoscritto al solo territorio di Novara-Vco ma è comune a quello delle altre province piemontesi e delle vicine regioni che, analogamente, hanno attivando azioni di sensibilizzazione in tutte le aree di competenza.

Senza il provvedimento del Governo, come detto, “si sarebbe posta a rischio la sopravvivenza stessa delle nostre imprese cerealicole, e risicole in primis, già costrette ad affrontare un confronto molto difficile con l’attuale altalena dei mercati”.
La messa a norma degli essiccatoi agricoli, infatti, si sarebbe rivelata “difficilmente attuabile” per le imprese agricole se non a costi sostenibili dalle stesse (pari anche a 3 o 4 volte il valore dell’impianto stesso).
Una problematica, inoltre, che non sarebbe rimasta circoscritta a strutture datate: perfino gli impianti di recente concezione e giunti sul mercato in anni recenti, infatti, non risultavano nella maggior parte dei casi in grado di rispettare i dettami delle già citate, precedenti normative.

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