12 Settembre 2013
DECRETO “DEL FARE” RECEPISCE ISTANZE DELL’AGRICOLTURA NOVARESE

Oltre all’abolizione della prima rata Imu in Agricoltura e le esenzioni dalla messa a norma per gli essiccatoi agricoli, sono numerose le novità introdotte a livello normativo che recepiscono le istanze ribadite da Coldiretti negli ultimi tempi e di cui si è parlato ieri sera in una riunione convocata dall’organizzazione agricola a Novara: “Ed è una vittoria importante, di idee e principi innanzitutto” anticipa il direttore della federazione interprovinciale di Novara-Vco Gian Carlo Ramella “perché finalmente la politica riconosce e il ruolo e le potenzialità dell’agricoltura dei territori d’Italia. Compreso il nostro”.
Di tutti gli argomenti e le novità si è parlato martedì scorso in una riunione convocata a Novara dall’organizzazione agricola, che pure ha trattato tematiche attuali di azione sindacale (si è parlato anche dell’esito dell’incontro in Provincia sul tema dei cinghiali) e delineato il quadro per le azioni da intraprendere nel medio termine. Presente, oltre a Ramella e al presidente di Coldiretti Novara Vco Paolo Rovellotti e all’amministratore di Impresa Verde Piemonte Orientale Marco Chiesa, anche Carlo Tega - che ha relazionato in merito all’operatività del Consorzio di Difesa dalle Avversità Atmosferiche (Condifesa) cui è a capo a Novara – e Antonio Ferrari, che ha parlato delle azioni intraprese a seguito del rinnovo degli organi e della progettualità del Consorzio Agrario di Novara e Vco.

Come anticipato, il Decreto del Fare, convertito in legge, porta in dote numerose novità normative per le imprese agricole: alcune molto attese, come la proroga al 7 ottobre 2014 dell’entrata in vigore delle norme sulla prevenzione incendi per le imprese prima non soggette alla normativa o di nuova costituzione.
C’è poi la conferma del taglio dell’accisa sul gasolio utilizzato per le colture agricole in serra: la norma sancisce la riduzione della tassa a 25 euro per mille litri, “a condizione che i richiedenti siano serricoltori per i quali l’attività imprenditoriale agricola costituisce l’esclusivo o comunque il prevalente fattore produttivo, cioè coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale”: significativo l’impatto che il provvedimento avrà sulle imprese dell’Alto Novarese e Vco, salvando molti floricoltori dal rischio di trovarsi in difficoltà.

Il legislatore ha introdotto un nuovo modello di semplificazione della valutazione dei rischi per le imprese agricole con particolare riguardo ai lavoratori a tempo determinato e stagionali e per le imprese piccole dimensioni. Il modello che interessa non solo la valutazione dei rischi, ma anche formazione, informazione e sorveglianza sanitaria si aggiunge e completa il quadro delle semplificazioni avviato con l’Avviso comune del 16 settembre 2011. Ulteriori semplificazioni riguardano la formazione, la valutazione dei rischi interferenziali e il Durc. Ma il Dl Fare prevede anche norme di agevolazione della filiera corta che permettono agli imprenditori agricoli di vendere direttamente i loro prodotti e organizzare il consumo sul posto per i clienti, senza ulteriori autorizzazioni, utilizzando i locali e arredi aziendali. Si potrà effettuare la vendita diretta in occasioni di sagre e fiere senza necessità di comunicarlo preventivamente al Comune interessato e di avviare la vendita diretta mediante commercio elettronico contestualmente all'invio della comunicazione.
È poi esteso alle imprese agricole l’accesso a contributi a tassi agevolati per l’acquisto di macchinari e beni strumentali. Agevolazioni pure per le cooperative agricole in aree svantaggiate.
“Interventi che possono rilanciare la competitività del sistema Italia” rimarca il direttore Ramella. “Gli interventi sono particolarmente significativi per le imprese del nostro territorio, sinora minacciate dall’impatto da adempimenti gravosi e, allo stato dei fatti, inutili: un esempio su tutti è proprio quello della messa a norma degli essiccatoi che, pur usati per essiccare granaglie pochi giorni all’anno, secondo le precedenti normative sarebbero stati considerati alla stregua di grandi impianti industriali”.

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