8 Gennaio 2022
Peste suina, ridurre subito il numero dei cinghiali

Con i primi casi di peste suina africana, abbattere il numero dei cinghiali è sempre più urgente. «Vogliamo lanciare – dichiara Sergio Barone, presidente di Coldiretti Torino - un messaggio forte e chiaro al nuovo governo della Città metropolitana che sarà insediato ufficialmente mercoledì 12 gennaio sotto la guida del sindaco Stefano Lo Russo. Ora che, proprio in Piemonte, si stanno scoprendo i primi casi di peste suina africana, per di più individuati proprio in esemplari di cinghiale, ci aspettiamo risultati concreti nella riduzione di questa specie che ormai frequenta pericolosamente anche Torino. Le aziende agricole davvero non ne possono più del flagello: contro i cinghiali vanno attuati, da subito, tutti i mezzi necessari per riportare la presenza di questi animali a una densità fisiologica e naturale».

I cinghiali distruggono i campi e devastano i raccolti e sono anche veicoli del terribile virus della peste suina nella variante africana, che può trasmettersi ai suini allevati all’aperto. Se il virus dovesse entrare negli allevamenti del Torinese sarebbe una catastrofe per il comparto suinicolo. La trasmissione avviene in pochi minuti dal contatto diretto tra cinghiali e maiali, oppure, in modo indiretto, attraverso le punture di zecche positive al virus contratto parassitando i cinghiali ammalati.

«Ci aspettiamo che la Città metropolitana e gli Ambiti territoriali di caccia-Comprensori alpini rendano più efficace l’azione di contenimento, snellendo le procedure e promuovendo l’autodifesa da parte degli agricoltori abilitati», conclude Barone.

Coldiretti sta cercando in tutti i modi di sensibilizzare l’opinione pubblica e le amministrazioni locali per trovare una soluzione al problema cinghiali. L’ultima mobilitazione si è svolta lo scorso 8 luglio 2021 in piazza Castello a Torino, di fronte al palazzo della Regione, all’interno di una grande giornata nazionale che ha visto gli agricoltori scendere in piazza nelle maggiori città italiane proprio per chiedere più attenzione al problema dei cinghiali.

Coldiretti chiede da tempo interventi immediati ed urgenti, così come i controlli a tappeto sui cinghiali abbattuti, perché non bastano, di fronte ad uno spettro così grave e rischioso, solo i controlli eseguiti a campione volti esclusivamente alla ricerca del parassita della Trichinella. Bisogna anche mettere mano definitivamente alla forma di tracciamento della filiera e della commercializzazione dei cinghiali abbattuti. L’altra forte preoccupazione è per il danno d’immagine che questa situazione può creare diventando anche uno strumento di speculazione economica nei confronti del nostro territorio, rischiando di colpire ingiustamente i nostri allevatori che, invece, conducono i loro allevamenti con standard di bio sicurezza molto elevati.

Coldiretti paventa anche l’ipotesi di citare in giudizio per danni le diverse amministrazioni pubbliche responsabili del controllo della fauna selvatica, per difendere gli imprenditori agricoli, già fortemente colpiti dalla crisi legata alla pandemia.

Coldiretti chiede anche che parta quel tavolo di lavoro già auspicato, coinvolgendo l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d'Aosta, per fare fronte all’emergenza sanitaria causata dalla fauna selvatica.

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