25 Febbraio 2021
Nutriscore e etichette a semaforo: queste etichette ci penalizzano, Ue difenda la dieta mediterranea.

“Sono positive le affermazioni del neoministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli riguardo la volontà di impegnarsi contro sistemi di etichettatura che penalizzano la dieta mediterranea e i nostri prodotti come il nutriscore e l’etichetta a semaforo”, lo afferma il presidente di Coldiretti Novara-Vco Sara Baudo, in seguito alle dichiarazioni del Ministro in occasione del Consiglio Nazionale Coldiretti.

“Si tratta di sistemi di etichettatura fuorvianti, discriminatori ed incompleti, che finiscono per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole degli italiani e a livello internazionale ritenuti salutari, per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella giornata e non focalizzandosi sul singolo prodotto. Nutriscore e etichette a semaforo penalizzano i nostri formaggi tipici, i salumi, solo per fare qualche esempio di prodotti delle nostre province. Inoltre, la recente approvazione da parte della Commissione del piano per la salute prevede la presentazione entro il 2023 di una proposta per introdurre avvertimenti salutistici nelle etichette delle bevande alcoliche, senza escludere esplicitamente il vino, ma anche la revisione della politica di promozione dei prodotti agricoli dell’UE con l’obiettivo di ridurre i consumi di vino e prodotti quali carni rosse e salumi che rappresentano le punte di diamante delle nostre esportazioni. Il vino di qualità prodotto nelle nostre province e consumato e degustato con moderazione non può essere certo criminalizzato”.

“Il giusto impegno della Commissione Europea per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate”, spiegano i due presidenti. “Il rischio è, ad esempio, di finire per promuovere cibi industriali, magari con sostanze di sintesi come edulcoranti al posto dello zucchero, andando a colpire filiere di qualità già duramente segnate dall’emergenza Covid che ha messo in grave difficoltà la ristorazione, dove le eccellenze del nostro territorio, tra cui la carne, i salumi ed i vini, trovavano lo sbocco principale. Occorre, dunque, fermare l’approccio superficiale al tema dell’alimentazione che sta prendendo piede in Europa sotto la spinta delle multinazionali che cercano di influenzare i consumatori anziché informarli”.

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